Gli 8 sintomi “banali” che possono nascondere seri problemi di salute

Piedi gelati senza motivo? Pelle d’oca costante o capelli bianchi precocemente? Sono alcuni dei segnali che il corpo umano lancia come avvisaglia per qualche problema di salute.
L’importante è non sottovalutare dei piccoli dettagli che all’apparenza ci sembrano banali.

20150929_oca

1. Macchie sulla pelle: è necessario tenere sotto controllo i nei e le macchie della pelle più scure risultate da una sbagliata esposizione al sole.
2. Capelli bianchi prima dei 40 anni: Si consiglia di tenere sotto controllo il diabete.
3. Sopracciglia brevi: perdere peli dal bordo esterno delle sopracciglia è un segno di ipotiroidismo. Come anche i capelli troppo sottili.
4. Piedi freddi: potrebbe esserci un problema di circolazione o anche qualche anomalia come la sindrome di Raynaud.
5.Palmi delle mani rosse: può essere un sintomo di una malattia al fegato.
6. Labbra screpolate: è segno di carenza di vitamine B e di zinco. O addirittura un’infezione fungina.
7. Collo gonfio: durante la notte può presagire ipertiroidismo
8. Pelle d’oca: quando si ha la pelle d’oca permanente è un sintomo di un eccesso di cheratina nel corpo.

Tatuaggi, il 18% è contaminato da germi e funghi: scatta il divieto per pigmenti a rischio

Giro di vite del ministero della Salute sui prodotti per tatuaggi. Secondo le indagini condotte su un campione prelevato dai carabinieri del Nas, il 18% delle sostanze usate per realizzare tattoo risulta contaminato da microbi e funghi.

33202417Il dicastero ha quindi disposto un provvedimento temporaneo che vieta la vendita e l’utilizzo dei pigmenti non conformi, con richiesta di campionamento ufficiale per le analisi in contraddittorio.
Le indagini – informa il ministero – sono state richieste dalla Direzione generale della prevenzione a seguito di quelle già condotte dall’Istituto superiore di sanità, su 350 campioni di pigmenti per tatuaggio, per accertare la sterilità e valutare le metodiche di sterilizzazione da parte delle aziende produttrici.
L’incarico di procedere al prelevamento dei campioni è stato affidato ai Nas che li stanno effettuando su tutto il territorio nazionale attraverso i comandi di Milano, Torino, Alessandria, Padova, Bologna, Parma, Pescara, Roma, Latina, Napoli, Bari e Palermo. Al momento, su 169 campioni prelevati, 29 sono risultati contaminati. Le operazioni sono ancora in corso.

Curare il diabete da oggi è più semplice: arriva anche in Italia la ‘penna’ hi-tech

Una terapia per curare il diabete, semplice e molto intuitiva.
Arriva in Italia la penna a rilascio prolungato, che permette con una somministrazione settimanale una migliore gestione del trattamento della malattia. Il device riduce il tempo e il numero di passaggi necessari per la somministrazione, favorendo l’aderenza al trattamento da parte dei pazienti.

20150708_diabete_1_92671Oggi il 40% dei pazienti italiani abbandona o non segue correttamente la cura prescritta a causa della complessità dei trattamenti disponibili. La penna sviluppata da AstraZeneca, a rilascio prolungato di exenatide è l’unica terapia ipoglicemizzante monosettimanale per il diabete di tipo 2 negli adulti che non hanno raggiunto un adeguato controllo glicemico con la dose massima tollerata delle terapie orali.
Il nuovo device preriempito permette l’auto-somministrazione della terapia in pochi semplici passaggi, eliminando la necessità di trasferire il farmaco a rilascio prolungato dalla fialetta alla siringa.
Il medicinale è incapsulato in microsfere biodegradabili che, iniettate sotto cute una volta alla settimana, rilasciano gradualmente il principio attivo nel sangue, consentendo così un controllo glicemico costante.
«Uno dei maggiori ostacoli ad un trattamento efficace del diabete è l’aderenza. Ecco perché – ha spiegato Gilberto Riggi, direttore medico di AstraZeneca Italia – l’impegno di AstraZeneca si manifesta anche nella ricerca di nuovi metodi di somministrazione dei farmaci e l’ultima novità, in questo senso, è proprio l’introduzione della penna preriempita con exenatide a rilascio prolungato. L’innovazione apportata da questo device consente ai pazienti maggiore autonomia nella gestione della terapia, con ripercussioni positive sulla loro qualità di vita».

Cinque cose assolutamente impensabili che possono provocare l’acne

Prevenire la formazione dell’acne sul viso non è semplicemente una questione di alimentazione, bensì di una lunga serie di abitudini e comportamenti, apparentemente innocui, che possono provocare i brufoli.
Ecco le cinque cause più impensabili della formazione dell’acne sul viso, riportate da Eme de Mujer:

20150702_acne1) Il dentifricio. Alcuni medici sconsigliano di lavarci i denti dopo aver lavato il viso, poiché alcune sostanze presenti nella pasta dentifricia possono generare impurità intorno alla bocca. Per questo motivi è raccomandabile lavare ogni mattina prima i denti e poi il viso.
2) Prodotti per i capelli. Dallo shampoo al balsamo, passando per cere e gel, i prodotti per i capelli possono venire a contatto con la pelle del viso e i loro residui possono provocare brufoli e punti neri. Per questo si consiglia sempre di lavare bene il viso dopo aver lavato e sistemato i capelli.
3) Cuscini. Durante la notte la nostra pelle genera più sebo, che finisce per depositarsi sui cuscini. Per risolvere questo problema, oltre a cambiare le federe ogni settimana, insieme alle lenzuola, è bene girare ogni giorno il proprio cuscino.
4) Occhiali, auricolari e telefoni. Ci sono diversi oggetti di uso decisamente comune che ogni giorno portiamo a contatto con la pelle del nostro viso. Dal cellulare alle cuffie auricolari, passando per gli occhiali: tutti questi oggetti sono un vero e proprio rifugio per i batteri e per questo motivo vanno mantenuti puliti e disinfettati ogni giorno.
5) Salviette, ovatta e asciugamani. Quando ci laviamo il viso, spesso il nostro lavoro viene vanificato se gli oggetti che utilizziamo non sono adeguatamente puliti. Per questo motivo è bene cambiare ogni giorno l’asciugamani, oltre ad assicurarsi che prodotti come salviette struccanti, batuffoli di ovatta e salviettine usa e getta siano ben chiusi all’interno dei loro contenitori.

Jeans skinny “pericolosi”: ecco cosa rischia chi li indossa

I jeans super-aderenti detti skinny, ora tanto di moda fra le giovani, sono pericolosi se si trascorre molto tempo accovacciate, poiché bloccano la circolazione nei polpacci con seri danni ai muscoli, gonfiore e blocchi di nervi.
Medici australiani citano il cso di una donna di 35 anni che dopo aver trascorso una giornata a pulire armadietti aiutando un’amica a traslocare e quindi passando diverse ore –

20150627_c2_skinnyIn posizione accovacciata, nel tornare a casa ha perso ogni forza nelle gambe, è caduta per strada senza potersi rialzare ed è stata ricoverata per quattro giorni in ospedale.
I medici dell’ospedale di Adelaide hanno dovuto tagliare i jeans per poterla trattare. «Abbiamo osservato con sorpresa che la paziente aveva subito danni tanto severi a nervi e muscoli», riferisce il neurologo Thomas Kimber nel descrivere il caso sul Journal of Neurology, Neurosurgery anch Psychiatri, definendo la paziente come «letteralmente una vittima della moda».
Quando è arrivata aveva un massiccio gonfiore dei polpacci. A causa della prolungata posizione accosciata si era veramente interrotta la circolazione del sangue nei muscoli dei polpacci e di conseguenza aveva sofferto la compressione di due dei nervi maggiori delle gambe e quindi forte indebolimento, scrive lo specialista.
La lesione ai muscoli del polpaccio ha causato il rilascio di alcune proteine nel flusso sanguigno e la donna ha dovuto essere sottoposta a fleboclisi per eliminarle e prevenire danni ai reni.
Vi sono stati casi in cui i jeans molto aderenti hanno causato lesioni ai nervi nell’inguine, ma questo è primo caso conosciuto di danni nervosi e muscolari alle gambe sotto il ginocchio, spiega Kimber. Il problema è nella natura dei jeans aderenti ma non elastici, che comprimono i muscoli e i nervi.
«Certamente, se dovere accosciarvi in skinny jeans per qualsiasi regione e avvertite fastidio o formicolio alle gambe, dovete rialzarvi e camminare per far circolare di nuovo il sangue» è il suo consiglio.

Addio alla pancia gonfia, arriva la dieta scientifica: ecco come avere un ventre piatto

Eliminare la pancia gonfia, soprattutto in estate. Come? Seguendo una dieta ‘scientifica’ che ci indica quali alimenti evitare: questi cibi non fanno che fermentare nell’organismo e, in questo modo, aumentano il volume del nostro addome.
E’ un vero e proprio problema che colpisce almeno il 20% degli italiani: circa 12 milioni di persone. Per la prima volta una dieta è sottoposta a uno studio scientifico come quelli per valutare le medicine, una ricerca tutta italiana, eseguita dal professore

20150625_esercizi-pancia-gonfiaEnrico Stefano Corazziari, dell’Unità di Gastroenterologia dell’università Sapienza di Roma.
“Abbiamo sottoposto a questa dieta più di un centinaio di persone. Lo studio ne ha prese in considerazione 75 di entrambi i generi, e seguite per oltre 2 anni, un periodo medio eccezionalmente lungo per questo tipo di lavori. Abbiamo coinvolto pazienti con intestino irritabile, ma la dieta è consigliabile per tutti coloro che hanno problemi di pancia gonfia”, spiega Corazziari.

ECCO LA ‘GUIDA’ AI CIBI  

1) Scegliere tra i cereali, il farro e i prodotti senza glutine;
2) Preferire i formaggi duri e stagionati, e il latte delattosato, di soia o di riso;
3) Mettere nel piatto sempre la frutta e in particolare la banana, il mirtillo, il pompelmo, il kiwi, il mandarino, il limone, l’arancia, l’uva, il lampone, la fragola;
4) Spazio alla verdura in particolare il sedano, i peperoni, le melanzane, la lattuga, i fagiolini e la zucca;
5) Mangiare il pomodoro ricco di licopene;
6) Come dolcificanti preferire saccarosio, glucosio, sciroppo d’acero e dolcificanti che non terminano in ‘olo’;

Da evitare o limitare, invece, perché ad alto potere fermentante:  

1) Frumento e segale (pane, pasta, couscous, crackers, biscotti);
2) Mele, pere, albicocche, ciliegie, pesche, mango, anguria, cachi, susine, prugna;
3) Miele, fruttosio e sciroppo di mais, sorbitolo, mannitolo, xilitolo;
4) Latte e formaggi morbidi e freschi (come la ricotta);
5) Carciofi, asparagi, barbabietole, cavoletti di Bruxelles, broccoli, cavolo, cavolfiore, finocchio, aglio, scalogno, funghi, piselli;
6) Ceci, lenticchie, fagioli, fave.