Michele, incatenato al letto perché disabile: parla la mamma dopo la scarcerazione

Pomeriggio 5 torna sul caso registrato a Saviano, in provincia di Napoli, dove un ragazzo di 36 anni, disabile e affetto da psicosi, veniva tenuto legato al letto dai genitori. La coppia è stata arrestata e scarcerata, ma Barbara D’Urso ha voluto documentare le condizioni in cui si trova oggi il giovane e cosa ne pensa la sua famiglia.

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Michele era legato tra il letto e l’armadio con due lucchetti, aveva poco spazio per muoversi. La storia di questa famiglia è una storia di disagio e ignoranza. Michele è stato definito incapace di intendere e di volere e dalle visite effettuate nell’ospedale di Nola fortunatamente non è emerso un cattivo stato di salute generale. Oggi il 36enne è stato affidato a una struttura specializzata e la responsabile ha spiegato le condizioni in cui si trova: «Michele aveva avuto una grave regressione», spiega, «Le sue competenze erano completamente inaridite». Il giovane aveva infatti dimenticato persino l’uso delle posate, presumibilmente deve aver sempre mangiato con le mani, ma ora grazie all’aiuto che sta ricevendo e ai farmaci che sta prendendo la sua condizione sembra essere già migliore.
Le telecamere di Pomeriggio 5 hanno poi intervistato per la prima volta la mamma di Michele, recentemente scarcerata dopo essere stata detenuta per le condizioni in cui aveva costretto a vivere il figlio. La donna non spiega molto, ma ammette che la malattia mentale del figlio lo portava spesso a scappare, quando la giornalista incalza chiedendo se era questo il motivo per cui lo legava conclude negando e aggiungendo: «Se ne stanno occupando gli avvocati».

Usa, abbandona il figlio neonato in un bagno dell’aeroporto: accanto al piccolo una lettera con un disperato appello

È da oltre venti giorni che la polizia sta dando la caccia a una ragazza di circa 20 anni che nella serata del 14 gennaio scorso, dopo essere sbarcata da un aereo, ha abbandonato il figlio appena partorito nell’aeroporto di Tucson, in Arizona. Il piccolo è stato trovato da un dipendente dello scalo in un fasciatoio nel bagno delle donne, pulito e avvolto in alcuni panni, con accanto un biglietto scritto a mano con cui la donna ha lanciato un appello disperato, scrivendo le prime righe come se fosse il bimbo stesso a parlare, poi intervenendo in prima persona:

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«Aiutatemi, per favore. Mia madre non aveva idea di essere incinta. È incapace e inadatta a prendersi cura di me. Per favore, portatemi dalle autorità in modo che possano trovarmi una buona casa. Voglio solo ciò che è meglio per lui, e il meglio non sono io. Per favore. Mi dispiace». Nel bagno sono state trovati inoltre una canottiera bianca, un paio di mutandine di pizzo verde e un paio di pantaloni neri, tutti imbrattati di sangue e fluidi corporei. Subito dopo il ritrovamento, il piccolo è stato portato in ospedale, dove è stato accudito e dove si trova tuttora in buone condizioni.
Ora, dopo oltre venti giorni di ricerche infruttuose, nella speranza che qualcuno si faccia avanti per aiutare gli investigatori a dare un nome alla mamma del neonato, la polizia ha rilasciato nuovi dettagli sulla vicenda, comprese le immagini registrate dalle telecamere di sorveglianza che mostrano la donna nei corridoi dell’aeroporto mentre si dirige al bagno con un fagotto tra le braccia. L’Arizona è uno Stato che, per salvaguardare l’incolumità dei neonati, consente ai genitori che decidono di abbandonarli di consegnarli in luoghi determinati, considerati di “rifugio sicuro”, come le stazioni dei pompieri, gli ospedali, le agenzie di adozione autorizzate, le agenzie private di assistenza e le chiese. Ai genitori viene concesso di mantenere l’anonimato, a patto che rispondano ad alcune domande sul neonato, sulla sua salute e sul suo background. Tutte regole che la donna dell’aeroporto di Tucson ha puntualmente disatteso, visto che il bagno di uno scalo aereo non è tra i luoghi di “rifugio sicuro”, né può essere consentito abbandonare un bimbo senza avvisare nessuno: per questo motivo rischia accuse di rilevanza penale, come l’abbandono e la messa in pericolo dell’incolumità di un bambino.

Viene punta da un insetto durante una vacanza in Italia: “Da quell’estate la mia vita è un incubo”

Aveva trascorso una vacanza in Italia, ma al suo rientro la sua vita è completamente cambiata. Samantha Calby, 29 anni di Upton, nel Merseyside, Regno Unito, aveva 15 anni quando ha visitato l’Italia, ma durante il soggiorno è stata punta da un insetto e la sua vita si è trasformata in un incubo.

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Samantha ha iniziato a stare male, era costretta a stare a letto, incapace di muoversi e parlare. Oggi che ha 29 anni, purtroppo, la sua vita non è migliorata molto e ha deciso di raccontare quello che le è accaduto per raccogliere dei fondi per un trattamento innovativo che potrebbe finalmente guarirla. Come riporta il Sun, alla giovane donna è stata diagnostica la malattia di Lyme, una infezione batterica progressiva che può essere trasferita agli esseri umani dalle zecche infette.
«La cosa che mi più mi fa male è vedere la tristezza negli occhi dei miei familiari, che giorno dopo giorno mi vedono ridotta come un vegetale. Non so cosa significhi vivere una vita normale, dal momento che ho passato gli ultimi 15 anni ad uscire ed entrare dagli ospedali», ha raccontato. Aveva molti sogni e desideri, ma la malattia l’ha ridotta quasi a un vegetale. Ora sembra ci sia un trattamento che potrebbe aiutarla a guarire, o almeno a poter avere una vita normale: «Non ho mai voluto rendere pubblici i miei problemi, ma forse la mia storia può aiutare tante altre persone a reagire a questa condizione e a sperare in un futuro migliore».

Abusa sessualmente di una mucca, 80enne denunciato da una contadina: “L’ho visto con un braccio dentro l’animale”

Sorpreso mentre molestava sessualmente delle mucche. L’80enne John Curno di Park Lodge Farm a Uxbridge, nella zona ovest di Londra, è stato riconosciuto colpevole di oltraggio alla pubblica decenza e di violenza sugli animali dopo essere stato trovato da una contadina mentre si masturbava con il braccio dentro una delle mucche.

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La donna, testimone di due episodi, ha raccontato di aver visto più di una volta l’uomo mentre praticava autoerotismo molestando le sue bestie. La seconda volta, invece, l’uomo si è accorto di essere osservato e ha provato a dissimulare quanto stava facendo, ma, purtroppo per lui era troppo tardi. La donna, proprietaria delle mucche ha raccontato scioccata: «Non abbiamo dato a nessuno il permesso di toccare o interferire con le nostre mucche: potrebbe sembrare strano per voi, ma per noi sono una famiglia, non sono solo animali».
Secondo quanto riporta Metro l’80enne ha però negato ogni accusa sostenendo di essere andato più volte in quella zona solo perché attratto dal panorama. A nulla però sono servite le sue giustificazioni ed è stato condannato, anche se ha già annunciato che proseguirà in appello.

Usa, prof fa sesso con uno studente 14enne: il ragazzo rivela tutto a un compagno di classe

La tentazione del frutto proibito non ha risparmiato neanche lei, che fino a oggi era considerata una cittadina modello al di sopra di ogni sospetto. La 29enne Dori Myers, moglie di un vicesceriffo e docente presso la New School for Leadership and the Arts di Kingsbridge, a New York, è stata arrestata venerdì sera in seguito alle rivelazioni di un suo studente 14enne che si era confidato con un compagno di classe: il 1° novembre scorso

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Dori aveva praticato sesso orale su di lui. Una confessione che, abbinata alla testimonianza di un altro studente che aveva visto la professoressa massaggiare il ragazzo, ha subito fatto scattare un’inchiesta, al termine della quale ai polsi della donna sono scattate le manette.
In tribunale, oggi Dori ha negato tutto. «In questa città basta l’accusa di qualcuno per arrestare una persona – ha detto il suo avvocato, Andrew Stoll – Dori è una cittadina modello che non vede l’ora che il suo nome venga riabilitato». In attesa del giudizio, intanto, il giudice Laura Drager l’ha rilasciata con un ordine di protezione di 30 giorni che le vieta qualunque contatto con il 14enne, mentre il dipartimento dell’Educazione, che definisce le accuse “profondamente preoccupanti”, l’ha esclusa dalla docenza assegnandole compiti lavorativi che la tengono alla larga dagli studenti.
Dori, che in passato aveva postato sui social una foto in cui indossava una maglietta con la scritta “Champagne All Day” mentre teneva in mano una bottiglia e un bicchiere da spumante, ha ora rimosso un altro post in cui appariva con una maglietta bianca su cui campeggiava la scritta “Whiskey Makes Me Frisky” (il whiskey mi rende vivace). E in un tweet del 2015, rimosso anche questo, gongolava nel dichiarare che gli studenti commentavano spesso il suo look. Il problema, per lei, è nato quando non si è più accontentata dei semplici commenti.

L’Influencer Elle Darby chiede all’hotel alloggio gratis in cambio di visibilità, la risposta del titolare diventa virale

Un week end gratuito in albergo per lei e il fidanzato in cambio di storie e post sui social. Il duro lavoro dell’influencer. Così la youtuber 22enne inglese Elle Darby, ha fatto la sua proposta a Paul Stenson, il proprietario dell’hotel in questione (il White Moose Cafe), a Dublino, probabilmente convinta della risposta positiva, ma quello che è accaduto è stato ben diverso.

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La donna ha sostenuto di aver fatto altre volte questo tipo di lavoro e che gli alberghi con cui ha collaborato ne sono stati più che soddisfatti. Stenson però non era dello stesso parare e ha pubblicato la mail ricevuta dalla ragazza aggungendo: «Se ti lascio alloggiare gratis in cambio di visibilità chi pagherà lo stipendio alla signora che si occuperà di pulire la tua stanza? Ai camerieri che ti serviranno la colazione? Al personale che ti accoglierà alla reception?” e incalza: “Dovrei forse dire al mio staff che invece di essere pagato avrà visibilità nei tuoi video?».
Anche se il nome dell’influencer è stato cancellato, in breve tempo si è capito chi fosse, anche perché la stessa Elle ha replicato con un video in cui spiegava le cose come erano andate concludendo dicendo di non aver fatto nulla di male. Il titolare dell’hotel ha così deciso di tagliare la testa al toro, scrivendo un post sulla pagina della sua attività, in cui specifica che non è interessato a questo tipo di collaborazioni.