“Vi dico cosa trovo sexy negli uomini”. E la bella Danielle viene invasa da foto bizzarre

Una bella ragazza di 18 anni, che studia per diventare infermiera, ha causato su Twitter alcune reazioni bizzarre e memorabili. In un tweet, infatti, la giovane, Danielle McIver ha spiegato le tre cose che rendono gli uomini estremamente sexy: «Un uomo in abiti da lavoro, con abiti di cotone grigio o un uomo alla guida».

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Quello che Danielle non poteva certo immaginare è che molti utenti si sono scatenati, inviando foto proprie o di alcuni amici per presentare una sorta di candidatura. C’è chi si è immortalato (o ha scattato foto a tradimento ad alcuni amici) in abiti da lavoro, chi si è fotografato alla guida e chi ha ironizzato sugli abiti grigi di cotone.

Morta la pornostar Olivia Lua, è la quinta in 3 mesi. Pochi giorni fa scrisse: “Niente mi spaventa più”

Cinque pornostar morte in meno di tre mesi. L’ultima, nella triste lista che vede le dive del porno morire suicide o in circostanze ancora da chiarire, è Olivia Lua, trovata senza vita in una clinica di riabilitazione californiana.
A confermare in un comunicato rilasciato giovedì scorso il decesso della 23enne, l’agenzia per la quale Olivia lavorava, la LA Direct Models:

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“Recentemente sono stati fatti molti commenti sul numero di star di film per adulti che sono morte nell’ultimo anno, ed è con grande tristezza – si legge nella nota – che dobbiamo dirvi che la lista si è allungata. Abbiamo saputo oggi che Olivia Lua è morta questa mattina – possa riposare in pace”. A riportare le parole dell’agenzia è il New York Daily News.
Giovanissima, conosciuta anche come Olivia Voltaire, l’attrice aveva firmato il contratto con l’agenzia nell’aprile 2017 nonostante fosse rimasta inattiva fino all’inizio di ottobre a causa di “alcune sfide personali che l’hanno portata in riabilitazione”. Il ritorno al lavoro, poi una ricaduta che la costringe a tornare in clinica.
La notte prima di morire, la pornostar aveva twittato una foto che la ritraeva vestita di nero, accompagnata dalla frase “lo sento ovunque, niente mi fa più paura”. La mattina dopo, il ritrovamento del corpo senza vita.

“Sesso per un lavoro in tv, fui la prima a denunciare a Le Iene. Ma venni boicottata”

Era il 2005. Dodici anni prima del caso Weinstein e del movimento #MeToo. La vicentina Michela Morellato , allora 18enne, denunciò di aver subito pesanti avances da parte di un popolare giornalista tv che gli aveva proposto, secondo quanto raccontato dalla giovane, un posto nel mondo dello spettacolo in cambio di sesso. “Già allora si sarebbe potuto far scoppiare lo scandalo”, sottolinea, in un’intervista a ‘Il Giornale di

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Vicenza’, Michela Morellato rivendicando di essere stata la prima ad avere il coraggio di denunciare.
“Avevo 18 anni – racconta – ed ero alla ricerca di un posto nel mondo. Mi disse che ero un volto interessante per la sua trasmissione. In macchina respinsi le sue pesanti avance mettendomi a urlare. Lui si scusò, aveva 34 anni più di me, e avrei potuto perdonarlo”, dice oggi a distanza di anni. Poi però “mi disse che era un pezzo grosso, che creava e distruggeva le ragazzine come me se non erano carine con lui. Non sopportai quelle parole – spiega al quotidiano – e la mia sete di giustizia mi spinse a denunciarlo”.
A far venire alla ribalta il caso di Michela Morellato fu il programma le ‘Iene’. Il giornalista tv fu denunciato per molestie sessuali, poi la sua posizione fu archiviata e “Michela – riferisce ‘Il Giornale di Vicenza’ – fu risarcita”. “Quello che mi indigna – lamenta Morellato – è che le benpensanti di oggi all’epoca non mi diedero un briciolo di solidarietà”. E denuncia: “Venni boicottata”. “Le televisioni nazionali mi misero nella lista delle persone scomode”, racconta Morellato, che conclude: “Ci vuole coraggio ad andare controcorrente. Può costare caro. Non fai carriera”.

Corona: “Io e Belen coppia mediatica eccezionale, guadagnate cifre folli in nero”

Quei 1,7 milioni di euro in contanti trovati in un controsoffitto «vengono tutti da serate, campagne e lavoro e li ho fatti tra il 2008 e il 2012» e, in particolare, «nel 2009, quando con Belen Rodriguez siamo diventati una coppia mediatica eccezionale, come Bonnie e Clyde eravamo, tutto quello che toccavamo diventava oro, guadagnavamo cifre folli».

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Lo ha raccontato, interrogato in aula, Fabrizio Corona a processo per intestazione fittizia di beni, frode fiscale e violazione delle norme patrimoniali sulle misure di prevenzione.
L’ex re dei paparazzi, rispondendo alle domande del pm Alessandra Dolci, ha ribadito la sua linea di difesa, ossia che tutti quei soldi (altri quasi 900 mila euro sono stati sequestrati in Austria) erano nero frutto del suo lavoro. «Quel nero che ho chiesto a Francesca Persi (collaboratrice e imputata) di murare prima di finire in carcere», ha spiegato. E ancora: «La Dda sperava che ci fossero 500 kg di cocaina in quel controsoffitto e invece c’erano semplicemente soldi».

“Meno tasse per chi è bello”, la proposta della modella fa scalpore

Avere agevolazioni fiscali solo perchè si è belli e si spende già tanto per tenersi in forma. Questa è l’idea di Nora Danish, la modella e presentatrice tv malese che in un’intervista rilasciata a ‘Utusan Malaysia’, ha proposto al governo di ridurre le tasse per chi, come lei, spende molti soldi per curare la propria immagine.

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“Come me, molti malesi devono pagare le tasse, ma per quelli che godono di un po’ di celebrità dovrebbe esserci un’esenzione – ha detto la modella e attrice tv – negli anni spendiamo un sacco di soldi per il nostro aspetto fisico”.
“Fa parte del nostro lavoro – spiega, rivolgendosi all’ufficio delle entrate malese – e la somma può essere inclusa tra i costi del lavoro per noi dello spettacolo. Sarebbe meglio per noi artisti e celebrità che lavoriamo per la nostra bellezza, beneficiare di un’esenzione fiscale”.
Dichiarazioni che hanno trovato terreno fertile per innescare una vera e propria ondata di polemiche, soprattutto sui social, dove molti connazionali della modella l’hanno invitata a “usare il cervello” prima di fare certe affermazioni, come scrive un utente su Instagram.
“Gli artisti dovrebbero essere tassati di più – scrive un altro internauta – per aiutare l’economia del Paese”. Un pensiero condiviso da molti: “Ma perché solo gli artisti? – commenta qualcun altro – Molti pazienti e persone malate avrebbero bisogno di crediti fiscali, se non riesci a pagare le tasse non fare l’artista”.
Immediata la replica della star malese, che in un altro post pubblicato su Instagram ha detto che le sue dichiarazioni sono state mal interpretate: “Molti ancora non capiscono – ha scritto – ho il diritto di parlare a nome di altre celebrità e come cittadina della Malesia. Perché dovrei essere condannata per una questione fiscale? Tutti devono pagare le tasse, esclusi quelli che sono senza reddito. Vi prego di capire”.

Gigi D’Alessio e i debiti, la risposta su Facebook: “Io, crocifisso per un mutuo”

Dopo giorni di silenzio stampa Gigi D’Alessio ha deciso di uscire allo scoperto e commentare la notizia delle sue difficoltà economiche diffusa, in primis, dal ‘Corriere della Sera’. Sulla propria pagina Facebook il cantante napoletano ha pubblicato una lettera apertaal quotidiano fondato da Viollier in cui chiarisce la sua situazione finanziaria.

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“L’ingiusto sciacallaggio mediatico che sto subendo, è dovuto al fatto di essere stato accompagnato in investimenti sbagliati e a mutui contratti con istituto di credito”, ha spiegato D’Alessio, “vorrei ricordare che i mutui vengono erogati solo se c’è l’acquisto di un bene, con lo stesso a garanzia del dovuto. Ma non per questo chiunque lo faccia viene crocefisso come accaduto a me”.
Il cantante ha poi ricordato di aver “creato lavoro per tante persone” con le proprie attività e ha ringraziato tutti coloro che, in questo momento di difficoltà, gli hanno mostrato solidarietà. Infine ha fatto riferimento alla polemica sul suo invito revocato alla Festa dell’Unità di Torino semplicemente porgendo “cordiali saluti” al vicepresidente del Pd torinese Raffaele Bianco.